PAOLO VI , PROCLAMATO SANTO ! ! !Grande la sua opera magistrale

 

Papa PAOLO VI 

Paolo VI

Oggi  la Chiesa ha canonizzato il grande Papa Paolo VI .

Sia lode al Signore ! ! !

Fu il Papa della mia infanzia , per cui non ebbi modo di capire la grande portata spirituale della sua anima ! ! !

Da giovane ed in seguito, da adulta, ho potuto gradualmente apprezzare, attraverso un serio approfondimento, la  sua grande opera Magistrale  ed ho ammirato altamente il suo impegno titanico nel rimanere ancorato alla sana e vera dottrina cristiana , fortemente contestata dalla neo- cultura sessantottina , che pretendeva, in ogni parte del mondo, di ” dettar legge ” persino alla Chiesa !

Ho sempre ammirato la sua tenacia , nel difendere e confermare  quei valori cristiani , che oggi definiremmo ” non negoziabili” , e riproporli con forza al mondo , senza compromessi con la nuova mentalità culturale, che veniva ad imporsi in maniera  così confusa e ribelle.

Egli fu il Papa che prese su di sé  il grande e difficile evento ecclesiale , ereditato dal suo predecessore, Giovanni XXIII : il Concilio Vaticano II . Ne comprese l’enorme portata e con impegno e perseveranza, con l’aiuto del Signore , lo portò a termine , dopo circa tre anni .

 

 

Egli ha voluto fortemente mantener fede all’ alto ministero , che il Signore Gesù gli aveva affidato , quello di guidare con fermezza la ” Barca di Pietro “ ( la Chiesa ) , nella tempesta del mondo ed “orientare” con saggezza e serio discernimento il Suo Timone ! ! !

 

Paolo VI

Grande Papa ! ! !

Anna Maria De Matteis

3 pensieri riguardo “PAOLO VI , PROCLAMATO SANTO ! ! !Grande la sua opera magistrale”

  1. Questo breve ma intenso post rileva la grandezza di Paolo VI e la funzione importantissima da lui svolta in anni veramente difficili (il post-concilio, la “follia” del ’68, l’avanzare del modernismo ma anche – e va detto- la nascita del sedevacantismo).
    Papa Montini, come Pietro, annuncia – confessa- al mondo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio.
    Ed Egli – non altri- è l’unico Salvatore del mondo.
    In molti -di recente, ad esempio, padre Livio Fanzaga- hanno ricordato il Discorso di Paolo VI del 29 novembre 1970 fatto a Manila ( https://ilbenevincera.wordpress.com/2018/10/03/annunciare-cristo-le-chiarissime-parole-di-paolo-vi-a-manila-1970/) considerandolo come l’apice dell’impegno apostolico di Papa Montini o comunque emblematico ed esemplare.
    Ricordiamo l’inizio di quella Omelia: “Io, Paolo, successore di San Pietro, incaricato della missione pastorale per tutta la Chiesa, non sarei mai venuto da Roma fine a questo Paese estremamente lontano, se non fossi fermissimamente persuaso di due cose fondamentali: la prima, di Cristo; la seconda, della vostra salvezza”. Un incipit solenne e grandioso. E poi Paolo VI proseguiva: “Di Cristo! Sí, io sento la necessità di annunciarlo, non posso tacerlo: «Guai a me se non proclamassi il Vangelo!» (1 Cor. 9, 16). Io sono mandato da Lui, da Cristo stesso, per questo. Io sono apostolo, io sono testimonio. Quanto più è lontana la meta, quanto più difficile è la mia missione, tanto più urgente è: l’amore che a ciò mi spinge (Cfr. 2 Cor. 5, 14). Io devo confessare il suo nome: Gesù è il Cristo, Figlio di Dio vivo”.
    Qui Papa Montini riecheggia –anche testualmente- la Confessione di Pietro (a proposito: opportuna la riproposizione della scena così come l’ha “dipinta” Zeffirelli) e si dimostra, ancora una volta, degno Successore di quel Pietro su cui Cristo fonda la Sua Chiesa.
    Questo, essenzialmente questo, è stato il Pontificato di Montini, oggi giustamente proclamato santo dalla Chiesa. Quell’Ovile Santo a cui egli ha fatto dono di un Documento che è un formidabile argine a quel cedimento al mondo ed alle sue stolte logiche. Parlo naturalmente dell’Humanae Vitae.
    E su quell’Enciclica non c’è proprio nulla su cui “discutere”: semmai c’è solo da attuarla, viverla e riproporla agli uomini. Ed è quello che, per certi versi, fece San Giovanni Paolo II con Evangelium Vitae.
    Grazie Paolo VI! Ed anche grazie per questo articolo.

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  2. L’ha ribloggato su Il Bene vinceràe ha commentato:
    Abbiamo deciso di “re-bloggare” questo breve ma intenso post perché rileva la grandezza di Paolo VI e la funzione importantissima da lui svolta in anni veramente difficili (il post-concilio, la “follia” del ’68, l’avanzare del modernismo ma anche – e va detto- la nascita del sedevacantismo).
    Papa Montini, come Pietro, annuncia – confessa- al mondo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio.
    Ed Egli – non altri- è l’unico Salvatore del mondo.
    In molti -di recente, ad esempio, padre Livio Fanzaga- hanno ricordato il Discorso di Paolo VI del 29 novembre 1970 fatto a Manila ( https://ilbenevincera.wordpress.com/2018/10/03/annunciare-cristo-le-chiarissime-parole-di-paolo-vi-a-manila-1970/) considerandolo come l’apice dell’impegno apostolico di Papa Montini o comunque emblematico ed esemplare.
    Ricordiamo l’inizio di quella Omelia: “Io, Paolo, successore di San Pietro, incaricato della missione pastorale per tutta la Chiesa, non sarei mai venuto da Roma fine a questo Paese estremamente lontano, se non fossi fermissimamente persuaso di due cose fondamentali: la prima, di Cristo; la seconda, della vostra salvezza”. Un incipit solenne e grandioso. E poi Paolo VI proseguiva: “Di Cristo! Sí, io sento la necessità di annunciarlo, non posso tacerlo: «Guai a me se non proclamassi il Vangelo!» (1 Cor. 9, 16). Io sono mandato da Lui, da Cristo stesso, per questo. Io sono apostolo, io sono testimonio. Quanto più è lontana la meta, quanto più difficile è la mia missione, tanto più urgente è: l’amore che a ciò mi spinge (Cfr. 2 Cor. 5, 14). Io devo confessare il suo nome: Gesù è il Cristo, Figlio di Dio vivo”.
    Qui Papa Montini riecheggia –anche testualmente- la Confessione di Pietro (a proposito: opportuna la riproposizione della scena così come l’ha “dipinta” Zeffirelli) e si dimostra, ancora una volta, degno Successore di quel Pietro su cui Cristo fonda la Sua Chiesa.
    Questo, essenzialmente questo, è stato il Pontificato di Montini, oggi giustamente proclamato santo dalla Chiesa. Quell’Ovile Santo a cui egli ha fatto dono di un Documento che è un formidabile argine a quel cedimento al mondo ed alle sue stolte logiche. Il riferimento naturalmente è a Humanae Vitae.
    E su quell’Enciclica non c’è proprio nulla su cui “discutere”: semmai c’è solo da attuarla, viverla e riproporla agli uomini. Ed è quello che, per certi versi, fece San Giovanni Paolo II con Evangelium Vitae.

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